Vincitori IV ed.

Sono stati proclamati i vincitori della IV edizione del Premio Letterario Nazionale Bukowski durante il Bukowski’s day 4.0 del 24 giugno 2017 a Viareggio (Lu) presso Caffè Liberty.
All’interno dell’Antologia letteraria “Bukowski. Inediti di ordinaria follia – Vol. 4” sono presenti tutte le liriche e i racconti elencati sotto.

Alla pagina del Bukowski’s day 4.0 il resoconto con le foto e il video dell’evento.

POESIA INEDITA

1. Stefania Vecchiato
 – “_nessun titolo_” – Oderzo (Treviso)
Motivazione: Pochi versi, in cui la poetessa riesce a condensare magistralmente e a trasformare in parola poetica l’angoscia della difficoltà comunicativa.
2. Paolo Lazzini – “I poeti lo sanno” – Falcinello di Sarzana (La Spezia)
Motivazione: La lirica esprime la tenacia e l’attrazione di una dipendenza – quella dalla scrittura poetica – poco diffusa ma letale.
3. Simone Sagripanti – “Nel mare” – Civitanova Marche (Macerata)
Motivazione: Il mare diventa parola-chiave e scandisce, trasformando in poesia, il ricordo e il rimpianto di speranze disilluse.

Premi Speciali

– Jonathan Lazzini – “Quando il mattino infuoca” – Castelnuovo Magra (La Spezia)Motivazione: Riuscito omaggio alla poesia-narrazione che offre un quadro a più voci di ordinaria quotidiana indifferenza.
– Veronica Manghesi – “Cielo spinato” – Marina di Pisa (Pisa) 
Motivazione: Le immagini evocate riescono a tradurre in poesia la dolorosa realtà del presente che si intreccia con il difficile passato, entrambi racchiusi nell’angoscia dell’abbandono.

4° classificati pari merito (in ordine alfabetico)

  • Giovanni Aniello – “Come un treno” – Marina di Minturno (Latina)
  • Enrico Barbieri – “Io sono” – S. Silvestro di Curtatone (Mantova)
  • Antonio Bini – “Anima candida” – Lido di Camaiore (Lucca)
  • Marco Bonini – “Il coraggio” – Pian di Cerreto (Lucca)
  • Mirco Bortoli – “Non corrisposto amore” – Mirandola (Modena)
  • Gianluca Cardile – “Mille facce” – Bitritto (Bari)
  • Cosimo D’Elia – “Quello che siamo” – Cellino San Marco (Brindisi)
  • Fabio Di Benedetto – “Spigoli d’acqua” – Palazzolo sull’Oglio (Brescia)
  • Edoardo Firpo – “Vitale” – Arquata Scrivia (Alessandria)
  • Carlo Giacobbi – “Iniziazione” – Rieti
  • Maria Teresa Infante – “Pozze d’acqua (Della maldicenza)” – San Severo (Foggia)
  • Valerio Innocenti – “Morte di un traduttore” – Viareggio (Lucca)
  • Alessandro Izzi – “Volto l’angolo” – Gaeta (Latina)
  • Roberto Marsiglia – “Sindrome dolorosa cronica” – Chiavari (Genova)
  • Angelo Mocchetti – “La stanza bianca” – Rescaldina (Milano)
  • Federico Morescalchi – “Guardo un braccialetto” – Viareggio (Lucca)
  • Annalisa Mori – “Il tir” – Reggio Emilia
  • Michele Pierluigi Musumeci – “Delirio” – Ladispoli (Roma)
  • Selene Pascasi – “Ho bisogno” – L’Aquila
  • Flavio Provini – “Saremo felici” – Milano
  • Giulia Quaranta Provenzano – “Così” – Diano Arentino (Imola)
  • Claudio Roncorati – “Fame d’amore” – Cattolica (Rimini)
  • Donatella Sarchini – “In fondo alla strada” – Milano
  • Silvia Sardini – “Numero 6355” – Foligno (Perugia)
  • Sonia Vannozzi – “Le parole stasera” – Loc. S. Lucia – Pontedera (Pisa)


RACCONTO INEDITO

1. Andrea Olivo – “Lo svago bianco” – Como
Motivazione: Lo stile jazzistico sincopato della scrittura si fonde e prende un ritmo indiavolato – a tratti poetico – nella trasposizione della storia di due disperati disadattati, affamati d’amore, alla perenne ricerca dello svago bianco, dello stordimento nel tentativo di procrastinare la resa dei conti con la propria vacua esistenza. Molto efficaci i neologismi che punteggiano i dialoghi sferzanti e la narrazione. Milano immota e insensibile fornisce uno sfondo autentico, suggestivo, malinconico tinto di nera solitudine. Finale magistralmente bukowskiano, sentito omaggio a Pulp, il romanzo di commiato di Bukowski.
2. Rosario Mastrota – “Miniseria” – Roma
Motivazione: Supportato da una notevole struttura narrativa è un racconto di ordinaria follia: indaga una giornata tipo della classica famiglia italiana riunita davanti al camino moderno, il televisore. È proprio la televisione con la programmazione nazional-popolare a scandire il ritmo della quotidianità domestica. Sono descritte tutte le piaghe della società moderna: l’incomunicabilità, la solitudine, la perdita di valori, il menefreghismo – il tutto punteggiato dall’alienazione e dalla banalità. Attuale nei contenuti descrive la profonda disperazione per la perdita del posto di lavoro, la pazzia, il raptus e il massacro finale. Una storia atroce, quanto mai reale.. 
3. Riccardo Landini – “Voglio fare l’attore” – Cavriago (Reggio Emilia)
Motivazione: È una bella fiaba nostrana. Con questo riconoscimento si premia il gusto antico del raccontare una storia, il valore della memoria e dei ricordi familiari. Mentre si legge, sembra di essere intorno al focolare e sembra quasi di sentire la voce dei nonni narrare vicende e aneddoti. Davvero preziose le espressioni in dialetto emiliano che si incastonano perfettamente nella narrazione rendendo la storia ancora più autentica. A tratti commovente, racconta di Adelmo e della campagna emiliana, di una vita di fatica e della realizzazione di un sogno. Come tutte le fiabe ha una morale: mai rinunciare ai propri sogni, anche quando tutto sembra remare contro, solo così si può essere certi di avere vissuto.

Premi Speciali

– Fabio Castano – “Referendum” – Gallarate (Varese)
Motivazione: Anno 2061 un Referendum bandisce per sempre la poesia. Le biblioteche spariscono, i libri sono messi al bando, forse un omaggio dell’autore a Fahreneit 451 di Ray Bradbury. Un marchingegno avveniristico permette di cancellare le emozioni proiettando la società in una vita robotica che tende a una vacua sterile perfezione. Racconto ironico e sagace che fa riflettere sulla società odierna sempre più frenetica, che lascia sempre più spazio ai computer, alle macchine e sempre meno ai sentimenti, alle relazioni umane. Un mondo più efficiente, con sentimenti ghiacciati e molta poca poesia..
– Gianluigi Mauri – “La pressione” – Milano
Motivazione: Racconto ironico che occhieggia all’hard-boiled e alle fumose atmosfere chandleriane. Un viaggio in macchina verso il mare è occasione di riflessione del protagonista che con ripetuti flashback ci porta in pub fumosi riempiti dalle curve di voluttuose dark ladies “tutte riccioli e rossetto con occhi tagliati nel diamante e intinti nel blu dell’universo”. La voce narrante del protagonista assume un tono bogartiano, che ci accompagna fino all’ultima riga. La pressione delle gomme dell’auto, la pressione del protagonista tengono alta anche quella del lettore che rimane felicemente rapito fino all’ultima parola.

4° classificati pari merito (in ordine alfabetico)

  • Gabriele Andreani – “La principessa sulla patata bollente” – Pesaro (Pesaro-Urbino)
  • Lorenzo Bernasconi – “Il prigioniero bianco” – Riva del Garda (Trento)
  • Elisa Bertoletti – “Il guerriero” – San Giovanni Lupatoto (Verona)
  • Martina Buzio – “In breve” – Firenze
  • Fabienne Carbone – “La mappa” – Castenaso (Bologna)
  • Livio Dorascenzi – “Lavorate e fatelo bene” – Roma
  • Federico Fabbri – “Il lato buio del cuore” – Firenze
  • Giuliano Fontanella – “Voci nel buio” – Sambruson di Dolo (Venezia)
  • Patrizia Franchina – “Albertino a tutto gas!” – Vimercate (Monza-Brianza)
  • Stefano Ghisleri – “Confessione d’un artista redento” – Fornaci (Brescia)
  • Viola Giannelli – “Il viaggio della vergogna” – Forte dei Marmi (Lucca)
  • Jonathan Lazzini – “Elefantino nero” – Castelnuovo Magra (La Spezia)
  • Andy M. – “Il vino buono di don Pepito” – Sesto Fiorentino (Firenze)
  • Alessandro Manzi – “I silenzi delle pietre” – Sezze (Latina)
  • Grazia Marchesini – “Donne in rosso” – Foligno (Perugia)
  • Anna Martinenghi – “Il dentista mancino” – Soncino (Cremona)
  • Monica Monetti – “La patria sarà quando tutti saremo stranieri” – Stra – Venezia
  • Gabriella Nardacci – “Preamboli di…vini…” – Roma
  • Emilio Noaro – “Schizofrenia delle Note” – Padova
  • Nicola Pelli – “Il cane” – Fraz. San Prospero (Parma)
  • Giuseppe Sorrentino – “Vita tua, vita mea” – Napoli
  • Matteo Tella – “Joe Luis” – Ortona (Chieti)
  • Alberto Tivoli – “Per un giorno fui lupo” – Rieti
  • Fabia Trotta – “Confessione on-line” – Trieste
  • Laura Vestri – “La signorina” – Genova


ROMANZO INEDITO

1. Giorgio Montanari 
– “La notte del Quarto Stato” – Desenzano del Garda (Brescia)
Motivazione: Biografia romanzata del pittore Pellizza da Volpedo arricchita da una ricerca approfondita e meticolosa del carteggio e dei diari dell’artista. Struttura narrativa articolata su più livelli: la storia è narrata a più voci. Quella del protagonista – tratteggiata sulla pagina come fosse la tela di un suo dipinto – descrive le emozioni, le ossessioni, gli affetti, la famiglia, l’amore per Volpedo – il suo paese –, il dolore per la perdita dei suoi cari, la delusione e la sofferenza per la sconfitta della sua opera più grande, costatagli dieci anni di vita, il Quarto Stato, capolavoro che sarebbe diventato un simbolo per i posteri. Interessante e affascinante la descrizione dei modelli del dipinto che saltano fuori dalla tela e si uniscono alla narrazione parlando al lettore in modo diretto. La lingua e lo stile scelti sono volutamente arcaici, (ambientazione fine Ottocento/Novecento) a tratti la prosa diventa poesia, le parole macchie di colore. Ci si rende conto di come poteva scorrere la vita in un piccolo paese di campagna. Ci si cala nella quotidianità domestica, scandita dai picchi di genialità dell’io narrante-artista.
La notte del Quarto Stato è un inno alla libertà di espressione, alla gioia di diffondere un messaggio sociale attraverso l’arte figurativa grazie a un capolavoro senza tempo.
2. Paolo Fargione – “Il Quadrivio” – Roma
Motivazione: La trama ben articolata, il ritmo sapientemente scandito e la scorrevolezza del linguaggio contribuiscono a creare lo scorcio narrativo accattivante della possibile storia di un passato forse da molti dimenticato. 
3. Lio Rugani – “La medaglia di Neccio” – Calci (Pisa)
Motivazione: Una scatola di latta trovata per caso nel sottotetto custodisce le lettere scritte da Mario dal fronte ai suoi cari durante la Seconda guerra mondiale. Il corpus della trama è costituito proprio da queste lettere che, sotto forma di diario, descrivono gli avvenimenti che riempiono le giornate del protagonista. A volte sono episodi apparentemente di poco conto, ma sono proprio le cose non scritte che urlano dalla pagina: è chiaro che per il coraggioso Alpino quelle parole non dette, quelle frasi appena accennate, uscite dalla penna per non far preoccupare la sua famiglia, altro non sono che l’estremo tentativo di ancorarsi all’esistenza attraverso il ricordo alla vita quotidiana normale vissuta in Italia, per contrastare le brutture della guerra. Man mano che le lettere si susseguono ci si immagina la fame, si sente il freddo della Campagna di Russia, la perdita della spensieratezza, insita nella personalità di Mario, il quale tuttavia non perde l’ottimismo neppure nelle situazioni più critiche. Difficile non commuoversi, perché si parla di vita vera, si parla del milite ignoto, dei tanti eroi senza volto e senza nome che hanno combattuto per la nostra patria perdendo la vita. Mario con le sue lettere e il suo sacrificio estremo sancisce ancora una volta che la guerra è sempre sbagliata e che bisogna onorare i nostri avi che hanno combattuto fino all’ultimo per donarci la libertà nel rispetto di quegli ideali che dovremmo tutti portare nel cuore..

Premi Speciali

– Bruno Balloni – “Il secondo colpo” – Gravina di Catania (Catania)
Motivazione: Il protagonista di questo romanzo giudiziario – dallo stile scorrevole e dai dialoghi incalzanti – è un agente, padre di famiglia, che per difendere dei cittadini e per difendersi spara e uccide un extra-comunitario. La cronaca ci ha abituato a questi piccoli grandi eventi di ordinaria follia, tanto che ormai siamo quasi anestetizzati, e questo, se possibile, fa ancora più orrore. Vi è un’accurata introspezione della personalità del protagonista il quale diviene la vera vittima della vicenda: corroso dai dubbi e dai sensi di colpa per avere ammazzato un essere umano, assiste inerme alla trasformazione del suo atto altruistico, eroico, vivisezionato dall’implacabile macchina della giustizia e dalla distorta eco mediatica, che alla fine è recepito come atto criminoso e da qui prende il via il suo calvario giudiziario. Lo scrittore ha l’abilità di portare il lettore dentro l’aula del tribunale di Milano; impossibile non immedesimarsi nell’agente e non prendere le sue difese. Il riscatto finale della storia attenua il senso di ingiustizia.
– Riccardo Dalle Luche – “Confessioni di un portatore occasionale di tangenti” – Viareggio (Lucca)
Motivazione: La trama del romanzo si srotola spontaneamente grazie a uno stile brillante denso di humour. L’autore stabilisce fin dalla prima pagina attraverso la tecnica del flusso di coscienza un rapporto confidenziale con il lettore che si sente testimone di prima mano delle vicende narrate. Corruzione, tangenti, droga, prostituzione, soldi sporchi, ricchezza, povertà, solitudine sono gli ingredienti principali che scoppiettano a ogni pagina. Il sottobosco nel quale il protagonista si muove è allucinante, credibile, forse reale. Il picaresco anti-eroe del romanzo attraverso le sue scorribande e vicissitudini è la prova che in un mondo di ciechi la talpa è re: nonostante sia un eroe in negativo è impossibile non affezionarsi. L’autore riesce a farci ridere nonostante la drammaticità dei temi trattati e questa è una delle massime qualità bukowskiane.

4° classificati pari merito (in ordine alfabetico)

  • Giada Cassini – “Faraday faraway” – Sala Bolognese (Bologna)
  • Stefano Colangelo – “Il re in pensione” – Introdacqua (L’Aquila)
  • Stefania Contardi – “Identità olfattive” – San Zeno di Cassola (Vicenza)
  • Liana D’Angelo – “Nato da fango” – Cefalù (Palermo)
  • Giuseppe Di Benedetto – “Sanguisuga” – Brescia
  • Mario Fedeli – “Tabaccheria” – Bacoli (Napoli)
  • Renata Sveva Folco – “Il lupo dentro” – Vicenza
  • Sanzio Gamberini – “Mi uccido” – Monterenzio (Bologna)
  • Carlo Magliulo – “Tre storie di una storia” – Rho (Milano)
  • Guglielmo Mariani – “Olivia (Il Riscatto)” – Roma
  • Elisabetta Valeria Mattioli – “Pozzi aperti nella campagna – Ovvero sei giorni sottratti alla mia libertà” – Modena
  • Ugo Mauthe – “Qunellis” – Torino
  • Silvia Meconcelli – “Quel che non sai di me” – Grosseto
  • Nino Micalizio – “Immobile Sofia!” – Siracusa
  • Clara Morelli – “Mimmo – Il bambino che non voleva parlare” – Viareggio (Lucca)
  • Alberta Pungetti – “La Bolognese non abita più qua” – Quattro Castella (Reggio Emilia)
  • Nick Ragazzoni – “Rated R (Il palazzo dell’amore)” – Novi di Modena (Modena)
  • Gabriela Soppelsa – “Un razzo nella notte” – Milano
  • Franco Sorba – “Imago vocis” – Moncalieri (Torino)
  • Melania Soriani – “La cena di mezzanotte” – Carrara (Massa-Carrara)
  • Bruno Stanislao – “Il male per il bene” – Napoli
  • Andrea Stingo – “Anedonia” – Milano
  • Marcello Tramontana – “Sacro. Anzi, profano” – Roma
  • Santo Triolo – “Una nota stonata” – Bologna
  • Laura Zanetti – “Una storia di ordinaria magia” – Cusago (Milano)
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